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Oggi
più che mai, viviamo troppo velocemente e siamo travolti da
oneri che noi stesso abbiamo voluto. E’ la vita stessa che ce
lo richiede: i valori, l’etica, il senso comune dell’intendere
il bene e il male, fanno sì che ci imprigioniamo in
comportamenti, troppo controllati, non adatti al singolo, ma
stabiliti soltanto in base alla morale e ai valori sociali,
fonte di stress e sofferenza.
Non
siamo stati abituati a scaricare verso l’esterno le nostre
preoccupazioni, ma a nasconderle anche a noi stessi, così si
accumulano e si somatizzano, generando numerosi disturbi,
anche molto perniciosi.
Così
i nostri pensieri inconsci, diventano la fonte stessa dei
nostri malesseri, poiché chi è insoddisfatto non riesce ad
amarsi e accettarsi e tende a commettere una serie di
comportamenti correttivi, che però si rivelano dannosi per il
corpo e la mente.
Per
fare un esempio, il senso di solitudine, le arrabbiature, le
sofferenze in amore, le frustrazioni sul lavoro o in famiglia,
i problemi economici, non ci gratificano, così ci nascondiamo
dietro le apparenze, senza accorgerci che tale comportamento
sostitutivo non ci compensa veramente, anzi finisce per
diventare dannoso. Il bisogno di apparire belli, vincenti, e
tutto quello che crediamo sia il meglio per essere amati dagli
altri, ci inducono in disordini comportamentali, che si
rivelano un boomerang, che torna contro di noi.
Per
prima cosa, quindi, è necessario cambiare i parametri delle
proprie valutazioni sociali, mettendole in progressione,
secondo un ordine armonizzato con il proprio piano psicologico
e fisico, perché continuare a perseguire risultati
impossibili, materiali o emozionali che siano, crea altri
scompensi.
D’ora
in poi, riconsiderate le vostre priorità, date loro l’ordine
più consono al vostro modo di intendere il bene e il male e
scoprirete che già così, starete meglio.
Questo potrà non trovare approvazione negli altri, il che non
significa che vi stiate comportando male, ma che solo voi
avete il diritto di essere giudici di voi stessi e che per
essere amati, dovrete amarvi, anche perché è vero che la
psiche può generare malattie, ma lo stesso vale anche per il
suo contrario.
Là
dove c’è una porta si può entrare, ma anche uscire. Questo
vale per tutto: ogni strada, ogni tipo di comunicazione può
essere usato nei due sensi e quindi anche il punto di incontro
fra psiche e corpo è un accesso e un’uscita.
Per
cacciare il male, è necessario far entrare il bene.
I
consigli seguenti sono tecnici e vi possono permettere di
usare mente e corpo, curando i vostri mali fisici e la vostra
anima psichica.
Prima
di tutto, bisogna trovare uno spazio di tempo di almeno 20 –
30 minuti da dedicarvi, con amore:
lasciate fuori da questo spazio, ogni interferenza (rumori,
telefoni, presenze, disturbi e altro),
mettetevi comodi, disponendo l’ambiente come vi aggrada (con
luce soffusa e se vi piace con una musica distensiva),
chiudete gli occhi ed iniziate a respirare profondamente,
mantenendo un ritmo armonico,
eliminate ogni pensiero negativo o preoccupante dalla vostra
mente,
al
suo posto metteteci un’immagine di vostro gradimento (un
giardino fiorito, un prato verde, un boschetto alpino, un mare
azzurro e molto calmo, un ruscello che scorre limpido, ecc.)
con la mente immaginatevi immersi nell’immagine che vi siete
costruiti, pensando che ciò di cui è composta l’immagine abbia
un effetto terapeutico e lenitivo sui vostri dolori,
continuate a farlo, per il tempo che avrete deciso di
dedicarvi, eliminando dalla mente se vi tornano i pensieri
negativi.
Tale
semplice esercizio, va ripetuto ogni giorno e poiché non vi
sono controindicazioni, si può ricorrere ad esso, nelle più
svariate circostanze e problematiche, soprattutto nei momenti
meno felici della giornata, quando la sofferenza si fa più
acuta, potrete richiamare la tecnica descritta e utilizzata,
socchiudendo gli occhi e ricreando nella vostra mente, la
visualizzazione che avete sviluppato come tecnica di
autoguarigione.
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