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STRAPPI MUSCOLARI e TENDINITI
Come si
verificano e come curarli
Sono
patologie che possono interessare tutti i periodi stagionali,
ma i più frequenti sono il periodo primaverile, cioè quando si
esce dai rigori e dalla pigrizia invernale e l'autunno, quando
si sta entrando in un periodo di pieno regime di attività e la
stagione comincia a inumidirsi.
L'attività fisica che è fonte di salute, può essere fonte
anche di queste patologie e generare strappi muscolari,
che possono produrre stiramenti ai tendini. Sono ovviamente le
persone meno giovani quelle più esposte a queste patologie o
coloro che già in passato hanno sofferto di tali disturbi.
Le zone più soggette sono
relative agli arti inferiori e superiori, ma anche se ogni
parte del corpo può esserne coinvolta, è necessario sapere che
alcune zone corporee presentano maggior fragilità di altre.
Infatti i tendini
più delicati sono quello di Achille (nei pressi del tallone)
quello rotuleo
(sito sul ginocchio)
tricipite
femorale (nella zona delle anche).
La
sintomatologia è accompagnata da dolori molto intensi e dalla
difficoltà di eseguire dei movimenti liberi, per cui senza
volerlo si assumono delle posizioni errate, che a loro volta
possono causare dei peggioramenti. In taluni casi compaiono
dei piccoli ematomi, dovuti alla rottura dei vasi capillari,
nella zona dei muscoli coinvolti.
Curarsi con i colori
Durante tutta la giornata
si può ricorrete ad un intervento lenitivo del dolore, che non
risolve totalmente la patologia, ma vi permette di non
esasperare la sindrome dolorosa, per cui la zona del corpo
interessata deve essere posta a contatto biancheria, panni,
o abiti di colore verde.
Anche di notte potrete
ricorrere allo stesso sistema lenitivo, dormendo fra lenzuola
del medesimo colore e se non ne possedete evitate
accuratamente il rosso e l'arancio, ma ricordate di
lasciare una lampada soffusa, accesa (altrimenti la
cromoterapia non ha effetto)
Per utilizzare appieno la
cromoterapia però sarebbe necessario sottoporsi a
irradiazioni, attraverso l'uso di una lampada colorata di
verde e posizionata in modo che possa irraggiarsi su tutta la
zona colpita per almeno 15 minuti consecutivi, almeno due
volte al giorno, distanziando di alcune ore gli interventi fra
loro.
Quando si sarà raggiunto il
totale rilassamento dei tendini interessati, si potrà aiutare
il processo rigenerativo, irraggiando la stessa zona, con una
lampadina di colore arancio, per 7 gg. – 10 minuti al giorno.
Curarsi con l'auto-pranoterapia
L'uso
dell'auto-pranoterapia, se la zona del corpo è a portata di
entrambe le proprie mani in questi casi è molto semplice ed
efficace:
porre entrambe le mani
parallele, a qualche centimetro dal corpo, in prossimità
della zona colpita,
mantenete questa posizione
per 5 minuti
spostate entrambe le mani,
mantenendole sempre parallele, lungo tutto il percorso del
muscolo;
mantenete questa posizione
per altri 5 minuti,
ripassate entrambe le mani,
parallele su tutta la zona trattata con i due primi
interventi, producendo dei movimenti lenti in forma rotatoria,
per altri 5 minuti,
il trattamento globale di
15 minuti può essere riprodotto fino a 3 volte al giorno,
distanziandolo da alcune ore, per tutti il tempo necessario,
ma continuando per un minimo di 12/15 giorni.
N.B. - Si
possono operare interventi pranoterapeutici preventivi, in
relazione a fattori traumatici accaduti nel passato, in modo
che possa essere evitata la ricaduta e in questo caso è
sufficiente un intervento al giorno, per un tempo non
inferiore a 8 giorni.
Curarsi con la visualizzazione
Sistematevi in un luogo tranquillo, possibilmente sdraiati e
con gli occhi chiusi, poi procedete in questo modo:
inspirate profondamente dal
naso, trattenete il respiro per alcuni secondi ed espirate
profondamente dalla bocca,
continuate così, per alcuni
minuti, finché avrete raggiunto un ritmo respiratorio
equilibrato,
a occhi chiusi,
visualizzate il nervo o il muscolo dolorante, cercando di
immaginarlo come fosse un elastico sfilacciato o strappato, le
cui fibre si sono allontanate fra loro,
visualizzate le estremità
strappate dell'elastico che lentamente si muovono per
allungarsi fino a toccare l'estremità rotta dall'altra parte,
quando vi sembrerà di
essere riusciti a riunire completamente le estremità
sfilacciate dell'elastico, cercate di visualizzare dei
movimenti dello stesso, come se vibrasse lentamente,
visualizzate ora
l'elastico, che dovrà muoversi tendendosi e rilasciandosi in
modo che recuperi l'elasticità persa nella sua rottura e
diminuisca il sintomo dolorifico,
continuate questo esercizio
per un tempo totale di 30 minuti,
l'esercizio può essere
ripetuto ogni sera, meglio se immediatamente prima di
addormentarsi.
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