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Le
immagini , ottenute con la macchina Kirlian,
rappresentano dei geodi e una
lucertola |
LE FOTOGRAFIE OTTENUTE CON LA MACCHINA KIRLIAN
Le
fotografie kirlian, che servono a identificare i pranoterapeuti, sono
realizzate con un''apparecchiatura specifica, alla quale sono stati
applicati elettrodi che servono per dare impulsi elettrici a bassa
frequenza, per favorire l'emissione di fluido o energia, dai
soggetti che si ritengono pranoterapeuti, rendendolo visibile.
Tale fenomeno,
reso appunto visibile, è stato chiamato in seguito "Effetto Kirlian"
ed è quello che a tutt'oggi può testimoniare, la
fuoriuscita di un'energia o un fluido dalle mani dei soggetti dotati di
carica pranica. In base alla colorazione, all'ampiezza dei raggi, allo
spessore degli stessi è possibile stabilire con una buona approssimazione
quanta energia il pranoterapeuta è in grado di
erogare ai suoi pazienti e quale mano sia la radiante e quale l'assorbente, grazie ad alcune zone d'ombra o macchie rosse poste fra i
raggi luminosi.
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Osservando
le fotografie dei polpastrelli delle mani, che appartengono a persone
diverse, potete notare che
sono costituite da alcuni colori dominanti,
fra i quali spiccano il bianco, l'azzurro e l'indaco, il violetto, il
rosso, il rosa e in taluni punti si nota persino un po' di arancio e
giallo.
Come
è noto, il coloro bianco contiene in sé tutti i i 7 colori dell'iride in
quantità equilibrata, quindi gli altri colori sono l'evidente
dimostrazione che i soggetti fotografati possiedono abbondanza dei
cromatismi che si pongono in evidenza fuori dal bianco, che passano dai
toni freddi (violetto) ai caldi (rosso). Ne consegue che è un errore
considerare la pranoterapia, come la terapia del calore, anche se per un
fenomeno puramente fisico, secondo il quale è il corpo più caldo a
cedere calore al corpo più freddo e non viceversa; il paziente del
pranoterapeuta riesce a percepire a livello epidermico soltanto
l'emissione dei toni caldi, mentre non sente, se non rarissimamente e per
personali predisposizioni percettive, quella
dei toni freddi.
Ma
anche la fotografia Kirlian ha dei limiti, infatti non evidenzia la
totalità dello spettro dei colori dell'alone, che va dagli ultravioletti,
agli infrarossi, ma riesce a fotografare solo i colori visibili dell'iride.
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