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Conoscere
i pranoterapeuti
Pranoterapeuti
si nasce o si diventa?
Questa
è una delle domande più frequenti che pongono le persone che si avvicinano
alla pranoterapia; la seconda é: ma lei ci crede a quello che fa?
Dare
una risposta ad entrambe le domande è giusto, anche se la seconda si risolve da
sé. Infatti nessuno vi dirà mai che non crede in quello che fa, è
quindi scontato che per i più svariati motivi: ci crede.
Noi
ovviamente stiamo parlando di persone serie, non di ciarlatani, perché in
questo caso ci troveremmo di fronte a persone che credono soltanto in un solo ed
unico sistema di vita: vivere sulla pelle e sulle disgrazie altrui.
La
prima domanda è più composita, articolata, quindi merita una risposta in tal
senso ed eccovela:
E'
possibile nascere già predisposti a sviluppare la pranoterapia, ma è anche
possibile diventare persone che si sono accorte, ad un certo punto della propria
esistenza, di essere dei veri e propri "portatori o donatori di
energia".
Alcuni
di essi, fin da bambini si sono sentiti ripetere che avevano le mani
"calde" e che quando le posavano su una parte del corpo, ci si sentiva
meglio, altri si sono sentiti ripetere che in loro presenza si percepiva una
sensazione di tranquillità, di benessere dello spirito e di conseguenza del
corpo, addirittura in alcuni casi questo induceva al sonno.
Altri
invece si sono accorti in un certo momento della propria esistenza, (per motivi
molto diversi fra ogni soggetto) di avere disturbi a cui nessun medico o
analisi clinica, era in grado di dare risposta e approdati ,solo alla fine della
loro ricerca, alla pranoterapia, hanno trovato qui la risposta al loro
malessere, imparando a gestirlo, superandolo e trasformando questo in vera e
propria donazione pranica.
In
sintesi tutti i pranoterapeuti sono persone dotate di una sensibilità
particolare, che li fa simili agli artisti e che quindi li predispone ad una
ricettività individuale, per la quale sono spesso in grado di percepire la
sofferenza fisica di chi li attornia e si sentono istintivamente portati a porre
le proprie mani (veicolo della pranoterapia) sulle zona in cui la malattia ha la
sua radice e la sua manifestazione.
Ma
tutti, indifferentemente, per diventare buoni pranoterapeuti, non si debbono
fermare semplicemente a questa predisposizione naturale, ma debbono approfondire
la ricerca, sottoponendosi a verifiche e studio. Infine debbono accettare le
stesse norme che sono vigenti in ogni tipo di terapia, sia essa farmacologica
che naturale, mantenendo intatta la loro peculiarità naturali, che li fa
donatori di "energia"
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