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Molti però non sanno che le mani non
sono identiche fra loro e che assolvono a una funzione ben distinta, infatti una
delle due mani è quella radiante, che nella stragrande maggioranza dei casi si
rivela essere quella destra, mentre la sinistra è spesso assorbente
Questa manifestazione però, non è la
regola assoluta e non tutti i pranoterapeuti hanno la mano destra radiante e la
sinistra assorbente, infatti non sono rari i casi di inversione di polarità.
In
alcuni casi piuttosto rari, entrambe le mani possono assolvere
contemporaneamente alle due esigenze opposte, cioè irradiano e assorbono
insieme.
Per
ottimizzare la terapia pranica è necessario conoscere la polarità esatta delle stesse: quale assorbe e
quale irradia, per trasmettere e assorbire energia quando e dove sia necessario.
In pranoterapia, si concentra il
proprio intervento attraverso l'erogazione dell'energia da pranoterapeuta a
paziente e dall'assorbimento da parte del pranoterapeuta dell'infiammazione che
il paziente porta su di sé, tentando di scaricarla e quindi di lenire
sofferenze e dolore fisico.
Con
l'uso della camera Kirlian fra le altre cose, si ottiene anche la
possibilità di distinguere la differenza esistente fra le due mani.
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Un'altra possibilità di
evidenziazione di tipo semplice ma visibile, è che la mano radiante spesso
durante la seduta pranoterapeutica tende a gonfiarsi più della mano
assorbente, anche se poi dopo la seduta entrambe le mani tornano normali.
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Esistono
altri metodi, ma sono poco affidali, fra questi l'uso del pendolo
radiestesico, ma dato che il pendolo si muove solo se tenuto fra le dita da
una persona, non è possibile essere certi dell'oggettività dell'esame, che
va bene solo per un approccio che non sia professionale.
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Alcuni, in maniera del tutto empirica, mettono le loro mani
a una distanza ravvicinata della pelle di un soggetto, che si presti
all'esperimento, per farsi riferire la variazione della temperatura che
questi percepisce, fra le due mani. Considerando
che anche la persona che accetta questa prova, ha un suo modo soggettivo di
percepire il caldo e il freddo, anche questa si rivela una prova molto
approssimativa. Inoltre non è esatto considerare che l'energia irradiata,
debba per forza essere più calda di quella assorbita, infatti alcuni
pranoterapeuti emettono energia a più bassa gradazione di temperatura
corporea e la loro energia, non viene percepita come calda, dal paziente che
si vi si sottopone.
E' inoltre importante tenere in
considerazione il fatto che la conoscenza delle proprie polarità, farà sì che
il pranoterapeuta possa evitare alcune problematiche, conseguenti all'uso errato
dei propri mezzi, ma che non è sufficiente a stabilirne le qualità
terapeutiche, che si potranno comprendere nell'evoluzione del terapeuta, che non
ha altro mezzo di sperimentazione che la terapia diretta e il tempo necessario a
produrre risultati.
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