distinguere la mano radiante dalla riverbante in pranoterapia

 

 

Distinguere la mano radiante dall'assorbente

 

Le mani sono lo strumento indispensabile a realizzare una corretta donazione pranica, ma è necessario che vengano usate entrambe, secondo la loro esatta funzione che è la seguente:

La mano radiante viene indicata come irr - irradiante, altrimenti detta attiva e serve a dare energia.

La mano assorbente viene indicata come riv - assorbente o riverbante, altrimenti detta passiva e serve a scaricare l'energia.

 

La differenza fra le due mani viene definita polarità.

 

Molti però non sanno che le mani non sono identiche fra loro e che assolvono a una funzione ben distinta, infatti una delle due mani è quella radiante, che nella stragrande maggioranza dei casi si rivela essere quella destra, mentre la sinistra è spesso assorbente

Questa manifestazione però, non è la regola assoluta e non tutti i pranoterapeuti hanno la mano destra radiante e la sinistra assorbente, infatti non sono rari i casi di inversione di polarità.

 

In alcuni casi piuttosto rari, entrambe le mani possono assolvere contemporaneamente alle due esigenze opposte, cioè irradiano e assorbono insieme. 

Per ottimizzare la terapia pranica è necessario conoscere la polarità esatta delle stesse: quale assorbe e quale irradia, per trasmettere e assorbire energia quando e dove sia necessario.

 

In pranoterapia, si concentra il proprio intervento attraverso l'erogazione dell'energia da pranoterapeuta a paziente e dall'assorbimento da parte del pranoterapeuta dell'infiammazione che il paziente porta su di sé, tentando di scaricarla e quindi di lenire sofferenze e dolore fisico.

 

Con l'uso della camera Kirlian fra le altre cose, si ottiene anche la possibilità di distinguere la differenza esistente fra le due mani.

  • Un'altra possibilità di evidenziazione di tipo semplice ma visibile, è che la mano radiante spesso durante la seduta pranoterapeutica tende a gonfiarsi più della mano assorbente, anche se poi dopo la seduta entrambe le mani tornano normali.

  • Esistono altri metodi, ma sono poco affidali, fra questi l'uso del pendolo radiestesico, ma dato che il pendolo si muove solo se tenuto fra le dita da una persona, non è possibile essere certi dell'oggettività dell'esame, che va bene solo per un approccio che non sia professionale.

  • Alcuni, in maniera del tutto empirica, mettono le loro mani a una distanza ravvicinata della pelle di un soggetto, che si presti all'esperimento, per farsi riferire la variazione della temperatura che questi percepisce, fra le due mani. Considerando che anche la persona che accetta questa prova, ha un suo modo soggettivo di percepire il caldo e il freddo, anche questa si rivela una prova molto approssimativa. Inoltre non è esatto considerare che l'energia irradiata, debba per forza essere più calda di quella assorbita, infatti alcuni pranoterapeuti emettono energia a più bassa gradazione di temperatura corporea e la loro energia, non viene percepita come calda, dal paziente che si vi si sottopone.

E' inoltre importante tenere in considerazione il fatto che la conoscenza delle proprie polarità, farà sì che il pranoterapeuta possa evitare alcune problematiche, conseguenti all'uso errato dei propri mezzi, ma che non è sufficiente a stabilirne le qualità terapeutiche, che si potranno comprendere nell'evoluzione del terapeuta, che non ha altro mezzo di sperimentazione che la terapia diretta e il tempo necessario a produrre risultati.

 

 

 

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