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COME EVITARE I DANNI PROVOCATI DA UNA CATTIVA
GESTIONE
DELLA BIO-ENERGIA
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L'immagine
è stata realizzata da Louis Royo
Anche
in pranoterapia si possono produrre per il pranoterapeuta alcuni eventi nocivi
legati al tipo di attività che svolge e poiché il pranoterapeuta non può fare
a meno di assorbire energia, deve mettere a frutto le esperienze fin qui
sommate, per evitare i danni che gli possono derivare da uno svolgimento non
corretto della propria professione, nel continuo contatto con la sofferenza in
genere.
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I
pranoterapeuti spesso durante lo svolgimento delle sedute hanno la sgradevole
sensazione di sentire su di sé gli effetti delle malattie dei loro pazienti, a
lungo andare questa problematica può diventare insopportabile e non pochi hanno
dovuto rinunciare alla professione. La
differenza che sta fra il percepire la vibrazione negativa e l'assorbire
l'energia negativa è molta, anche se il pranoterapeuta può non distinguerla,
difatti la vibrazione negativa fa pensare al pranoterapeuta di aver di fronte
una persona negativa, perché il contatto con la stessa gli produce disturbo e
inconsciamente la ricollega al male.
L'assorbimento
dell'energia in surplus a causa della malattia di cui soffre il paziente è
invece un fatto inevitabile, da cui non è possibile prescindere, ma non per
questo il pranoterapeuta si accorge sempre di subirlo e alla lunga potrà egli
stesso mettere a dura prova la propria resistenza fisica.
Nonostante
ciò, le vibrazioni negative ed il loro assorbimento, non possono essere
paragonate al contagio che avviene invece attraverso il contatto dell'operatore
sanitario con pazienti affetti da malattie infettive.
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Per tutti coloro che fanno pranoterapia è
necessario osservare alcune regole fondamentali.
Per
evitare i danni che gli potrebbero
derivare dall'assorbimento di una parte delle vibrazioni negative, il
pranoterapeuta dovrà attenersi a queste
semplicissime tecniche:
-
tenere
per alcuni minuti mani e braccia fino al gomito, sotto l'acqua
corrente fra un paziente e l'altro, ma è bene farlo preventivamente,
anche quando non si ha contatto diretto con i pazienti, ma semplicemente per
scaricare quell'energia di cui il pranoterapeuta spesso si carica;
-
in
mancanza di acqua, è possibile appoggiare le mani al muro, purché non sia
tappezzato, in questo caso basta un semplice calorifero o delle tubature che
conducano acqua verso terra;
-
in
alternativa, si possono poggiare i piedi nudi (senza calze) sul pavimento,
facendo attenzione che non sia fatto di materiale isolante, come
parquet o plastica o ceramica.
-
Ciò
che conta in queste semplici tecniche è che l'oggetto di scarico deve
essere un buon conduttore di energia.
-
tenere
molto pulito l'ambiente nel quale si svolgono le sedute;
-
arieggiare
l'ambiente nel quale si è operata la seduta di pranoterapia, fra un
paziente e l'altro;
-
evitare
di tappezzare i muri, le moquette sul pavimento o il linoleum plastico,
nonché il parquet, in mancanza della possibilità di poter attuare questa
norma, mettere una piastra di rame sotto i piedi del pranoterapeuta, accanto
al lettino della seduta;
-
evitare i colori forti alle pareti, ma scegliere preferibilmente questi tre:
azzurro - verde - grigio;
-
evitare
indumenti sintetici durante le sedute di pranoterapia, perché non
favoriscono il perfetto flusso e l'assorbimento energetico;
-
togliere
e far togliere tutti quegli oggetti metallici e non, che stringono e
impediscono la circolazione: cinture, anelli, orologi, colletti, ecc.
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Per coloro che operano professionalmente è necessario osservare
altre regole
fondamentali:
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il
pranoterapeuta deve tenere conto dei propri limiti fisici, non può
sopportare un carico di lavoro tale da debilitarsi, motivo per cui dovrà
fissarli in modo tale da non superarli, stabilendo il numero dei pazienti
che è in grado di sopportare durante l'arco della giornata;
-
in
secondo luogo, entro la regola suddetta, è indispensabile che il
pranoterapeuta tenga ben distinta la sua vita privata dallo studio, poiché
è assolutamente necessario, far intercorrere dei periodi di pausa,
che esistono già in ogni professione. In questo modo si può evitare
che i pazienti abusino della disponibilità del pranoterapeuta e magari lo
chiamino anche la notte.
-
Quando
un pranoterapeuta scambia la propria disponibilità limitata con una
assoluta, poiché crede sia suo dovere essere sempre disponibile, commette
un errore di giudizio e di presunzione, creando le premesse perché fra lui
e i suoi pazienti avvengano dei veri travasi di energia, noti con il termine
di "vampirismo" che sono fra le cause più frequenti
dei malanni che possono incogliere al pranoterapeuta durante lo svolgimento
della sua professione.
-
infine,
per un buon mantenimento energetico è necessario che, anche durante il
periodo di attività, si debbano frapporre opportuni periodi di riposo, che
permettano un buon ricarico di energie e non conducano invece
all'esaurimento delle proprie risorse.
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