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Rapporti fra bio-naturopati e pazienti
Tutto
quanto è stato scritto fino ad oggi sulla bio-naturopatia anche se è certamente
utile per avere indicazioni precise al riguardo di questa realtà, potrebbe
diventare inapplicabile, se al momento di instaurare un rapporto di coppia, fra
terapeuta e paziente, questo non dovesse avvenire nel modo corretto.
Il
principio della relazione che deve instaurarsi è lo stesso di quello che si
trova a realizzarsi in ogni altra disciplina in cui, un soggetto che in questo
caso si definisce paziente, ha bisogno di affidarsi a qualcuno che assuma il
ruolo di esperto.
Sono
fuori di dubbio i principi che regolano la serietà di ogni professione, ma nel
caso specifico dei pazienti, questo non basta.
E'
molto importante la fiducia verso il proprio terapeuta e il sentire che questa
è ben riposta, ma è anche importante che il terapeuta capisca bene quale tipo
di paziente ha di fronte e accetti di condividere con lui le altre terapie
mediche, o chirurgiche, che il paziente deve essere libero di scegliere.
Oggi
il rapporto fra paziente e pranoterapeuta è molto cambiato, infatti il primo
non si rivolge più al secondo, solo come accadeva un tempo, quando lo
considerava l'estrema rathio, o l'ultima spiaggia.
Oggi
i pazienti scelgono liberamente terapeuta e terapia e molte volte ricorrono in
contemporaneità a più metodi. E' anche molto forte il ritorno ad una
certa "naturalezza", si sente il richiamo verso situazioni in cui la
carica e il rapporto umano siano liberi di manifestarsi e non restino troppo
freddi o tecnici, come accade nelle indagini cliniche.
Per
ultimo è molto facile che fra i due si instauri un transfert, proprio come
accade in molte discipline mediche. Questo è un fattore positivo, poiché
permette la conduzione di terapie che hanno bisogno di lunghi tempi, ma è
necessario che il pranoterapeuta non abusi mai di questo rapporto apparentemente
privilegiato, che si è venuto a creare, è importante che si renda conto anche
della necessità di lasciare libero il decorso della patologia, ma anche
l'evoluzione del transfert, che deve inevitabilmente terminare, in caso
contrario il rapporto diventa morboso e dannoso a entrambi.
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