I RAPPORTI FRA BIO-NATUROPATI E PAZIENTI

 

immagine realizzata da Ya Torno

 

Rapporti fra bio-naturopati e pazienti

 

Tutto quanto è stato scritto fino ad oggi sulla bio-naturopatia anche se è certamente utile per avere indicazioni precise al riguardo di questa realtà, potrebbe diventare inapplicabile, se al momento di instaurare un rapporto di coppia, fra terapeuta e paziente, questo non dovesse avvenire nel modo corretto.

 

Il principio della relazione che deve instaurarsi è lo stesso di quello che si trova a realizzarsi in ogni altra disciplina in cui, un soggetto che in questo caso si definisce paziente, ha bisogno di affidarsi a qualcuno che assuma il ruolo di esperto.

 

Sono fuori di dubbio i principi che regolano la serietà di ogni professione, ma nel caso specifico dei pazienti, questo non basta.

E' molto importante la fiducia verso il proprio terapeuta e il sentire che questa è ben riposta, ma è anche importante che il terapeuta capisca bene quale tipo di paziente ha di fronte e accetti di condividere con lui le altre terapie mediche, o chirurgiche, che il paziente deve essere libero di scegliere.

 

Oggi il rapporto fra paziente e pranoterapeuta è molto cambiato, infatti il primo non si rivolge più al secondo, solo come accadeva un tempo, quando lo considerava l'estrema rathio, o l'ultima spiaggia.

Oggi i pazienti scelgono liberamente terapeuta e terapia e molte volte ricorrono in contemporaneità a più metodi.  E' anche molto forte il ritorno ad una certa "naturalezza", si sente il richiamo verso situazioni in cui la carica e il rapporto umano siano liberi di manifestarsi e non restino troppo freddi o tecnici, come accade nelle indagini cliniche.

 

Per ultimo è molto facile che fra i due si instauri un transfert, proprio come accade in molte discipline mediche.  Questo è un fattore positivo, poiché permette la conduzione di terapie che hanno bisogno di lunghi tempi, ma è necessario che il pranoterapeuta non abusi mai di questo rapporto apparentemente privilegiato, che si è venuto a creare, è importante che si renda conto anche della necessità di lasciare libero il decorso della patologia, ma anche l'evoluzione del transfert, che deve inevitabilmente terminare, in caso contrario il rapporto diventa morboso e dannoso a entrambi.

 

 

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