COME SCOPRIRE LE PROPRIE QUALITA' BIO-ENERGETICHE

 

 

Scoprirsi pranoterapeuti perché pervasi da una serie intensa di espressioni sintomatiche, oggi non basta.  Sentire le mani calde o formicolanti, essere irresistibilmente attratti verso la sofferenza e cercare di scacciarla, provare l'impulso irrefrenabile di porre le mani su alcune persone ed accontentarsi della loro testimonianza, oppure cadere in stati di trance che aprono la mente a fenomenologie, in cui spesso si innescano meccanismi psichici tali da far presupporre una "purtroppo indiscutibile" trascendenza, non basta a rassicurarci sulla realtà del fenomeno pranoterapeutico.

   

E' necessario ricorrere a prove più tangibili e immediate, anche se poi soltanto il tempo potrà dire se effettivamente un pranoterapeuta è tale o ha vanificato la sua esperienza.

Fra queste esiste una prova alla portata di tutti, sia per la semplicità del metodo, che per l'immediatezza dello stesso, classificato come:  mummificazione.

 

La mummificazione

Il termine deriva dal processo che si utilizzava nell'antico Egitto, per conservare i corpi delle persone defunte, ma nella pratica odierna assume un'altra funzione.

Nel nostro caso è un tipo di sperimentazione che coloro che si vogliono cimentare con la trasmissione di fluido bioenergetico, dovrebbero sperimentare, almeno una volta, poichè funziona sullo stesso principio della donazione pranica. 

Per farlo, potete scegliere l'oggetto su cui indirizzare il vostro esperimento che deve essere sempre di natura organica, per questo motivo si utilizza la frutta, in particolare gli agrumi, ma anche svariati tipi di carne, dal fegato al vitello, dal pollo, al lardo. 

E' importante sviluppare questa ricerca in proprio, in quanto non produce nessun danno, nemmeno a se stessi. Caso mai si gettano gli oggetti su cui si è sperimentato.

E' sbagliato provare le proprie qualità su coloro che sono affetti da patologie o sofferenze, buona cosa sarebbe sempre sincerarsi di possedere le vere qualità richieste e necessarie, per evitare di arrecare danni.

Inoltre, se non doveste avere risultati, potete sempre riprovare, senza per questo dovervi giustificare per l'operazione non riuscita.

 

Sperimentare la mummificazione

Fra le esperienze di tipo sperimentale, la metodica più comune e facile da realizzare è proprio questa: la mummificazione, poiché non richiede molto tempo per dare risultati, ed è sufficiente intervenire su sostanze organiche destinate alla decomposizione, per renderle completamente disidratate  e nel farlo privarle del liquido in esse contenuto e si interrompa il processo biologico degenerativo della decomposizione, altrimenti inevitabile. Le sostanze così trattate perderanno  peso  corporeo e i tessuti organici diverranno durissimi, leggerissimi e privi di liquido, praticamente si mummificheranno, senza perdere le loro qualità originarie,infatti se reidratate, si ottiene un risultato simile a quello con i prodotti liofilizzati.

Ciò che è trattato in questo modo, appare strutturalmente alla vista come se avesse subito un processo di fossilizzazione. 

 

Chi volesse sottoporre le sue sperimentazioni all'Associazione, può farlo prendendo contatto direttamente con la sede A.MI.

 

NOTA - Tenete presente anche che questa prova tecnica non può stabilire il tipo di energia che il donatore possiede, ma indica un'indiscutibile interazione con la materia organica, senza che questa possa essere stata suggestionata, poiché viene prodotta su elementi deteriorabili che normalmente si decompongono. e non su persone che potrebbero essere soggetto appunto alla suggestione o all'effetto placebo.

 

 

Albo professionale A.MI.