Agopressione - pagina 1

un'emblematica immagine nell'agopressione

 

L'agopressione, è una tecnica che viene esercitata seguendo le antiche tradizioni mediche orientali, il cui termine lo troviamo nei corrispettivi linguistici cinesi: Tcheu – tcheu e può tradursi in italiano come “il dito ago o il dito che agisce come un ago” .

La tenica utilizzata utilizza i meccanismi naturali, che hanno come riferimento gli squilibri energetici, che possono essersi prodotti nello sconvolgimento delle polarità, che sono alla base dell'armonia fra lo yin e lo yang, proprio come nello shiatsu e nell’agopuntura, ma a differenza delle tecniche di pressione digitale, la pressione viene esercitata con la punta delle dita e delle unghie, che si utilizzano come se fossero aghi, simulandone l'inserimento nella cute, che però non viene mai oltrepassata.

In pratica, nel corrispettivo dei punti dolenti attraverso l’agopressione si esercita un micromassaggio, la cui azione è molto simile a quella dell’inserzione di un ago, ma senza ricorrere all’ausilio di strumenti, dando come effetto una minore energia di quella prodotta dall’agopuntura, risultando anche meno traumatica e con meno controindicazioni della stessa, infatti tale tecnica non richiede alta specializzazione e conoscenze, come quelle ritenute assolutamente indispensabili nell’agopuntura.

 

Anche per questa terapia, debbono essere rispettate alcune regole fondamentali, che in parte sono le stesse che trovate spiegate al capitolo dello shiatsu, nei termini di quando ricorrere all’agopressione e per quanto fa riferimento al non utilizzarla.

 

Per mia scelta sono poco favorevole a questo tipo di tecnica terapeutica, in quanto la ritengo leggermente invasiva, oltre che traumatica e dolorosa, conseguentemente ve la propongo solo per dovere di informazione, lasciando a voi il libero arbitrio se ricorrervi o rinunciarvi.

Chiaramente per realizzarla bene è necessario ricorrere a uno specialista,m che offra garanzie di serietà e di conoscenza .

Gli orientali sono assai più stoici di noi e quando la necessità lo richiede, non si astengono dal sottoporsi a fatiche e sacrifici.

La mentalità di noi occidentali invece è volta soprattutto al lenimento del dolore, infatti oggi, più di ieri, si ricorre spesso in prima analisi alla rimozione del sintomo dolorifico e poi alla terapia curativa vera e propria.

 

Di fatto resta che questa disciplina terapeutica da buoni risultati, soprattutto se utilizzata in alcune circostanze e in contemporaneità ad altre forme terapeutiche e quindi non tenete conto della mia scelta personale, poiché anch’io da occidentale cerco di evitare il dolore fisico.