un'emblematica immagine nell'agopressione
L'agopressione,
è una tecnica che viene esercitata seguendo le antiche tradizioni
mediche orientali, il cui termine lo troviamo nei corrispettivi
linguistici cinesi: Tcheu – tcheu e può tradursi in italiano
come “il dito ago o il dito che agisce come un ago” .
La tenica
utilizzata utilizza i meccanismi naturali, che hanno come
riferimento gli squilibri energetici, che possono essersi prodotti
nello sconvolgimento delle polarità, che sono alla base dell'armonia
fra lo yin e lo yang, proprio come nello shiatsu e
nell’agopuntura, ma a differenza delle tecniche di pressione
digitale, la pressione viene esercitata con la punta delle dita e
delle unghie, che si utilizzano come se fossero aghi, simulandone
l'inserimento nella cute, che però non viene mai oltrepassata.
In pratica,
nel corrispettivo dei punti dolenti attraverso l’agopressione si
esercita un micromassaggio, la cui azione è molto simile a quella
dell’inserzione di un ago, ma senza ricorrere all’ausilio di
strumenti, dando come effetto una minore energia di quella prodotta
dall’agopuntura, risultando anche meno traumatica e con meno
controindicazioni della stessa, infatti tale tecnica non richiede
alta specializzazione e conoscenze, come quelle ritenute
assolutamente indispensabili nell’agopuntura.
Anche per
questa terapia, debbono essere rispettate alcune regole
fondamentali, che in parte sono le stesse che trovate spiegate al
capitolo dello shiatsu, nei termini di quando ricorrere all’agopressione
e per quanto fa riferimento al non utilizzarla.
Per mia
scelta sono poco favorevole a questo tipo di tecnica terapeutica, in
quanto la ritengo leggermente invasiva, oltre che traumatica e
dolorosa, conseguentemente ve la propongo solo per dovere di
informazione, lasciando a voi il libero arbitrio se ricorrervi o
rinunciarvi.
Chiaramente
per realizzarla bene è necessario ricorrere a uno specialista,m che
offra garanzie di serietà e di conoscenza .
Gli
orientali sono assai più stoici di noi e quando la necessità lo
richiede, non si astengono dal sottoporsi a fatiche e sacrifici.
La
mentalità di noi occidentali invece è volta soprattutto al lenimento
del dolore, infatti oggi, più di ieri, si ricorre spesso in prima
analisi alla rimozione del sintomo dolorifico e poi alla terapia
curativa vera e propria.
Di fatto resta
che questa disciplina terapeutica da buoni risultati, soprattutto se
utilizzata in alcune circostanze e in contemporaneità ad altre forme
terapeutiche e quindi non tenete conto della mia scelta personale,
poiché anch’io da occidentale cerco di evitare il dolore fisico.
