La
ricerca
scientifica
Sulla
luce sono stati realizzati ampi studi ed elaborate nutrite teorie
che si dividono in due forme di pensiero.
La prima una scuola statica e la seconda una scuola dinamica,
che oggi si completano con le nuove conoscenze, infatti non possiamo
ignorare il fatto che molti colori sono invisibili ad occhio nudo e
si annoverano fra le gamme dell'ultravioletto e degli infrarossi,
come non possiamo non tenere conto delle ultime ricerche
sull'elettromagnetismo.
Alla
scuola statica si rifanno le seguenti teorie:
Newton
ha elaborato la teoria dell'energia, sostenendo che particelle
materiali o corpuscolari, prodotte dai corpi luminosi, si irradiano
in ogni direzione, oggi superata in parte dalla scoperta dei quanti,
(impulsi intermittenti lenti, che si muovono da ovest a est) che
non permettono la visione completa delle gamme luminose.

La
teoria dell'onda (movimento continuo e rapido, che va verso
una stessa direzione) o dei quanti, secondo la quale la luce
verrebbe trasmessa attraverso un movimento ondulatorio o vibratorio,
che determina il cromatismo.
La
teoria elettromagnetica di Maxwell, secondo la quale si pensa che le
onde della luce, sono di tipo simile a quelle che propagano le
vibrazioni elettromagnetiche, generando quattro fenomeri:
riflessione - rifrazione - interferenza - polarizzazione.
Alla
scuola dinamica si fanno risalire le seguenti
teorie:
Calvin
S. Page, sostiene che per la formazione dei colori non bastano
le onde, l'assorbimento e la rifrazione, ma la velocità avrebbe un
ruolo determinante.
Rudolf
Steiner, sostiene che il rapporto con il colore è relazionabile
al ritmo esistenziale. Da questa teoria in particolare si è formato
il concetto di "cromoterapia" che curerebbe sia la parte
fisica che la parte psichica, in quanto la malattia è spesso
generata dalla spaccatura esistente fra la coscienza e il piano
subliminale. (l'inconscio individuale).
E'
interessante la teoria di Goethe, che come Steiner si
ispira anche a filosofie orientali.
Egli sosteneva che l'occhio si forma alla luce e per la luce,
in modo che la luce interiore possa raggiungere l'esterno, mettendo
in evidenza che i colori si formano nella dinamica del gioco fra la
luce e l'oscurità. Utilizzando
lo stesso prisma di Newton, si accorse che il colore si evidenziava
solo nella zona di confine posta fra luce e buio.
Lehr
osservò che tutto in natura è frutto di poli opposti, specificando
che il colore è il risultato di due differenti zone di
illuminazione, proprio come Goethe
sosteneva: come effetto
dinamico, che si traduce nella
terminologia della Gestalt, fra figura e territorio.
Ne è conseguito che l'arcobaleno è un fenomeno colorato che
accade sulla linea di confine nel cielo, fra due regioni dello
spazio in cui l'illuminazione è differente.
Psicologi
e fisiologi,basano la loro concezione su tre gruppi di nervi
sensibili.
E.
Brooke Simpson, ha basato i suoi studi sul principio che, per
funzionare attivamente, gli occhi hanno bisogno di energia, cioè
luce.
Gli
esperimenti chimici operati da moltissimi ricercatori, hanno messo
in evidenza che è possibile intervenire sulla composizione dei
colori, modificandoli. Motivo
per cui possono interagire con le patologie organiche con le quali
vengono in contatto.
Camille
Flammarion e H Trindler si
sono indirizzati su effetti luce colore in relazione alle piante e
agli animali e hanno scoperto che la relazione con il mondo vegetale
è diversa da quello animale.
Oliver
R. Reiser si è prodotto in esperimenti di tipo alchemico,
utilizzando metodi scientifici, ma rivisitati dal punto di vista
metafisico e filosofico, che ha relazionato con l'organismo umano.
Tale ricerca lo ha condotto a sostenere che il processo
prende l'avvio da 5 punti determinanti l'esperienza visiva del
colore:
1-lunghezza
d'onda
2-tono
della luce
3-tinta
4-lucentezza
o luminosità
5-saturazione
o croma
e
la luce entra in relazione con i composti di carbonio, ritenuti
"otticamente attivi".
La
teoria di Amber sui tumori, si afferma attraverso gli studi provati
da A. D. Speramsky, che ritiene oltre ogni ragionevole dubbio che la
ripetizione di uno stimolo può arrivare a produrre alterazioni
sulla cellula e da qui è possibile capire che anche le tendenze
innate possono essere modificate.