Quando ricorrere allo shiatsu - pag. 3

esempi di terapie shiatsu

 

Alcune patologie che si possono affrontare con la terapia shiatsu:

- Cefalee, soprattutto in corrispondenza delle tempie e della nuca

- raffreddore e congestioni nasali

- malanni alla gola

- mal di denti, in particolare se localizzato

- per combattere l’insonnia

- eliminare stanchezza oculare e aumentare la bellezza degli occhi

- rinvigorire lo stomaco e prevenire patologie gastriche

- aumentare la funzionalità del fegato

- problemi di natura digestiva e stipsi

- dolori e rigidità lungo il percorso dei canali energetici.

- dolori articolari alle spalle, schiena, collo (torcicollo)

- problemi alle articolazioni inferiori e superiori

- correggere la la zona dorsale e lombare

- colpo della "strega"

- ritenzione idrica.

- sindromi premestruali e dismenorree

 

altri esempi di terapia shiatsu

 

Quando evitare la terapia shiatsu

Lo shiatsu è una terapia manipolativa, e di conseguenza, è in grado di produrre effetti e stimoli a reazione, che non tutti i soggetti che ne fanno ricorso, sono in grado di sopportare, motivo per cui esistono varie aree di controindicazione, che sarebbe opportuno osservare.

Questa avvertenza è soprattutto importante per chi fra di voi affronta tale terapia in modo non professionale e sperimenta un po’ come per il “fai da te”, o è all’inizio dell’apprendimento, di conseguenza sarebbe meglio intervenire solo su piccole problematiche quotidiane e non su patologie complesse.

 

Indipendentemente da questa prima considerazione, non si dovrebbe mai fare ricorso alla manipolazione, nemmeno ad opera di uno specialista, quando i pazienti sono soggetti o corrono il rischio di esserlo, alle seguenti problematiche:

- fratture ossee,

- osteomieliti

- emorragie interne, con particolare riferimento a quelle provocate da stimoli esterni

- emofilia

- malattie infettive di ogni genere, anche le infantili

- malattie del cuore

- aneurismi

- malattie del fegato, dei reni e dei polmoni

- ulcera gastrica e duodenale

cancro allo stomaco, all'intestino e all'utero

- sarcomi.

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In altri casi è opportuno fare attenzione all’utilizzo della terapia, limitandola a una parte dell’organismo, per esempio quando si è in gravidanza, per evitare che venga effettuato in corrispondenza della zona del ventre, del pube, per non esercitare stimolazioni sull'utero, che possano produrre anticipazione del parto ed anche perchè non si deve agire sul bambino.

In presenza di patologie molto serie, si consiglia di affidarsi solo ed esclusivamente a specialisti della terapia e non affidarsi mai a principianti.

 

Adriana Bolchini